martedì 2 giugno 2009

RACCONTO DI NATALE (Un Conte De Noel) di ARNAUD DESPLECHIN - 2008



Il cinema bello, pulito, pacato è un inganno. Piacevole ma bugiardo. Il cinema di Arnaud Desplachin è invece un assedio, frontale e subdolo, alle spalle, ma spudorato. Pensi di guardare solo un film e invece ovunque ti volti ti devi arrendere lentamente all'Arte. Frammenti di letteratura, filosofia, musica colta e hip-hop, citazioni poetiche, scheggie di teatro e funzionali omaggi ai maestri. Un assalto organico, una sceneggiatura che si fa film e prosa nel momento stesso che si srotola sullo schermo. Senza perdere un millimetro di magia. Desplechin è il nipotino talentuoso di Truffaut, Bergman e Resnais. Soprattutto di Truffaut, dal quale assimila una maniera di girare così classica ma al contempo rivoluzionaria, la liscia fusione di generi: commedia e dramma che producono un'agra deriva imprevedibile. La trama, come da titolo, racconta di un Natale. Abel e Junon Vuillard riuniscono tutta la famiglia nella loro casa a Roubaix. La figlia maggiore, Elizabeth, madre di un adolescente problematico, da anni ha troncato ogni rapporto con l’inaffidabile fratello Henri, mentre il terzo fratello, Ivan, è sposato e padre di due bambini. Uno di loro potrebbe salvare la vita a Junon, affetta da una grave forma di leucemia che solo un trapianto di midollo è in grado di guarire. Attori straordinari e un fuoriclasse disordinato come Mathieu Almaric, Henri, che innerva questo canto di Natale di una famiglia alto-borghese di una variabile impazzita, di un malinconico buffone a corte, di un personaggio così vivo che come ne “La Rosa Purpurea Del Cairo” squarcia la tela e balza (cade) su un marciapiede. Come la vita, mai bella, pulita, pacata. "Più si sanguina, più si dà. Queste cose, i dettagli, le storie e quant'altro, sono la pelle di cui i serpenti si spogliano, lasciandola a chiunque da guardare."
Dissolvenza circle-out in chiusura sulle parole di "A Midsummer Night's Dream", le ombre svaniscono.

voto: 8,5
Luca Tanchis

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